I ROMANZI DI BACCI

BACCI PAGANO. UNA STORIA DA CARUGGI. FRATELLI FRILLI EDITORI 2004.

Bacci Pagano è un vecchio investigatore privato che ha perso per strada tutti i sogni e le speranze della sua gioventù. Dopo aver creduto nella rivoluzione si è fatto cinque anni di galera come terrorista rosso, per uno scherzo del destino e senza mai esserlo stato. La moglie lo ha lasciato e da dieci anni non vede più sua figlia. Anche la giovane fidanzata lo ha mollato. Gli resta ancora qualche amico, come il commissario Pertusiello, dirigente della Squadra Omicidi della Mobile di Genova. I carruggi sono il suo territorio, nei carruggi vive e lavora muovendosi su una vecchia Vespa color amaranto. E il centro storico di Genova, sospeso tra degrado e speculazione travestita da modernità, rappresenta lo scenario su cui si muovono i personaggi del romanzo.
Mentre sta indagando su un oscuro faccendiere per conto di un’antica famiglia genovese assediata dalla mafia, Bacci Pagano conosce la giovane fidanzata del suo cliente, donna impetuosa e nevrotica che lo cerca e lo respinge, e scopre che costei è al centro di una situazione ambigua e complicata fatta di finte ingenuità e di cinici calcoli che portano fino al delitto. Nel frattempo un suo vecchio compagno del sessantotto lo assolda per ritrovare una carabina rubata dalla sede di una radio. Con quella carabina qualcuno vuole attentare alla vita del Presidente del Consiglio, in visita a Genova.

MACCAIA. UNA SETTIMANA CON BACCI PAGANO. FRATELLI FRILLI EDITORI 2004.

Sulle alture di Genova viene ritrovato il corpo di un vecchio pensionato. È stato sbranato da un lupo. Due anni prima aveva stipulato una milionaria assicurazione sulla vita e la giovane moglie ne sembra l’unica beneficiaria. L’investigatore privato Bacci Pagano viene assunto dalla compagnia assicuratrice e da qui prende avvio un’insolita indagine, in cui il detective sembra lasciarsi guidare più dalle sue illusioni e dai suoi desideri che dalle evidenze obiettive. In una calda e afosa primavera assediata dalla maccaia, Genova ritorna protagonista di una nuova avventura del vecchio investigatore, che ritrova anche le due donne della sua vita, la ex moglie e la fidanzata, e crea, forse, i presupposti per rivedere anche la figlia Aglaja.

LA CREÛZA DEGLI ULIVI. LE DONNE DI BACCI PAGANO, GARZANTI 2017 (NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA DALL’AUTORE).<br />

Agosto 2001. A poche settimane dal G8 di Genova, l’investigatore privato Bacci Pagano si ritrova solo in una città desolata e ferita. La sua fidanzata, Mara, è in vacanza nelle isole greche con un altro uomo, e la morsa della gelosia si somma al torrido squallore delle giornate estive. Per alleviarla, Bacci cerca la compagnia di Valeria, che sembra lieta di rivederlo.
Ma, nonostante l’immobilità della stagione, un nuovo caso bussa alla porta del detective dei carruggi: una procace signora lo incarica di cercare le prove del tradimento del marito, il famoso cardiochirurgo Eugenio Amidei. Qualche giorno dopo, una giovane donna viene trovata morta nella sua casa fuori città, in una via isolata che sale ripida fra gli ulivi. Il caso vuole che la vittima sia proprio l’amante del dottor Amidei. Suo malgrado, Bacci Pagano si ritrova così implicato in un’indagine per omicidio. I sospetti della polizia si concentrano subito sul medico. Ma l’intuito infallibile dell’investigatore dice che la verità è ben diversa. Perché la vittima era amica di Mara, e dalla rete di amici e familiari emergono segreti che non possono più essere taciuti. Ancora una volta, Bacci saprà domare i propri tormenti interiori per dare giustizia a chi non può più parlare.

CON LA MORTE NON SI TRATTA. GARZANTI 2006.

Una rapina sulla Statale Carlo Felice, in Sardegna: uno dei banditi viene ferito e arrestato, ma non parla. I suoi complici dividono il bottino. Sono passati diversi anni, quell’uomo è ancora in galera. Suo figlio, un tossicodipendente, è scomparso. Forse è partito per l’isola, alla ricerca dei complici di quel colpo miliardario. Su incarico dell’avvocato del padre la sua amica Gina Aliprandi, Bacci Pagano inforca la sua vecchia Vespa 200 PX color amaranto e parte per la Sardegna. A Tertenia sarà ospite di Virgilio Loi, il secondino che l’ha salvato quando era in carcere per terrorismo. Forse in Sardegna quella storia l’hanno dimenticata, forse non sta succedendo nulla. Forse quel soggiorno in riva al mare sarà solo una pausa riposante. Forse sarà una vacanza meravigliosa, perché potrebbe raggiungerlo Aglaja, sua figlia diciottenne: la ragazza rifiuta di vederlo da dieci anni, da quando Bacci si è dolorosamente separato da Clara, la sua ex moglie. O forse sarà una delle solite pericolose indagini di Bacci Pagano.

LE COSE CHE NON TI HO DETTO. GARZANTI 2007.

Bacci Pagano è un uomo insieme complicato e semplice. Detesta le ipocrisie del potere ma anche il ricatto dei buoni sentimenti. Non sa dire di no alla richiesta di Mara, una delle donne della sua vita: deve tenere a bada le inquietudini del dottor Nicolò Ingroia, detto il Gigante, uno psicoanalista che vive sulle alture che sovrastano Genova Nervi. Bacci avrebbe avuto più di un motivo per rifiutare l’incarico: non è il suo mestiere occuparsi di un alcolizzato che ha tentato il suicidio; e poi il Gigante l’aveva già incontrato vent’anni prima, quando indagava sulla morte di un suo giovane paziente, misteriosamente ucciso in Thailandia. Tra memoria e presente, dall’Estremo Oriente ai carruggi della città vecchia, Bacci Pagano deve mettere alla prova tutta la sua tenacia, in una vicenda in cui all’odio e alla disperazione si oppongono l’intelligenza e la ragione, alla ricerca di una verità elusa e sepolta. Nei serrati duelli verbali tra Bacci e il Gigante, l’investigatore “analfabeta dei sentimenti” e lo psicanalista allo sbando, spesso uno sguardo e un silenzio – o magari una citazione di Proust – contano più delle parole. Un romanzo che dà voce a una città irripetibile, dove si sfiorano e s’intrecciano di continuo mondi diversi: dall’alta borghesia chiusa nel suo orgoglio alla casbah di immigrati e prostitute, passando per la memoria di una metropoli industriale che non c’è più.

ROSSOAMARO, GARZANTI 2008. (PREMIO AZZECCAGARBUGLI AL ROMANZO POLIZIESCO 2009)

In una corsia d’ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla… Hessen vuole affidare l’indagine all’investigatore dei carruggi, che d’istinto rifiuta. Ma a convincerlo basta un assegno molto, troppo generoso e, forse, qualche altro oscuro motivo. Inizia così un viaggio nel passato che riporta Bacci alla Genova del 1944 popolata di soldati tedeschi, fascisti, partigiani e spie, dove i suoi genitori e il nonno Baciccia lavoravano come operai e Nicla serviva alla mensa dell’Ansaldo Fossati. L’immagine della giovane, informatrice della Resistenza infiltrata presso i nazisti, si sovrappone a quella di Jasmìne, prostituta nera fuggita da una terra senza speranza. E anche la città dilaniata dalla guerra, dalla miseria e dalla fame si confonde con la metropoli contemporanea, investita dal vento della globalizzazione.

COLPI DI CODA. GARZANTI 2010.

La scena è di quelle che tolgono il respiro. Nelle due misere stanze giacciono i cadaveri di quattro giovani maciullati dalle raffiche dei kalashnikov.
Sono poco più che ragazzi, probabilmente arabi, senza nome e identità. Il luogo della strage è un piccolo appartamento al quarto piano di un palazzo nel cuore di Genova, appena dietro al vecchio porto. Una tragedia incomprensibile che, secondo il commissario Pertusiello, ricorda “il soffio dell’uragano”, l’eco di qualcosa di terribile che viene da lontano. A chiedere a Bacci Pagano di indagare sul massacro e di tirar fuori dai guai Bashir, il giovane inquilino dell’appartamento, è l’imam Abdel Ghaffar, una personalità di primo piano della comunità islamica italiana. L’imam manda Bacci a Lisbona, dove incontra Rodney O’Flaherty, un giornalista freelance esperto di geopolitica e scenari di guerra. E l’indagine prende subito una piega pericolosa, che costringe Bacci a mandare la figlia Aglaja e l’ex moglie negli Usa, al sicuro…

LO SPAVENTAPASSERI. GARZANTI 2013.

Un cellulare che squilla nella notte, una voce irriconoscibile e poche taglienti parole: una minaccia di morte. Cesare Almansi, avvocato di successo, ha da poco deciso di entrare in politica quando sono iniziate ad arrivare queste misteriose telefonate. C’è solo una persona a cui può rivolgersi: il suo vecchio amico del liceo, il detective Bacci Pagano. Sono passati anni da quel lontano ’68 e dai cortei a cui i due partecipavano per le vie di Genova, trascinati dall’idea di cambiare il mondo puntando su valori diversi, quasi rivoluzionari. Valori in cui Cesare crede ancora e che ha trasferito nella nuova avventura elettorale. Ora qualcuno vuole fermarlo, anche se l’avvocato non ha idea di chi possa essere. Nessuna pista per Bacci Pagano che inizia a indagare nell’intricato sistema di potere dei partiti e dei favori per ottenere voti. Eppure su quel fronte tutto si risolve in buco nell’acqua. L’investigatore dei carruggi avrebbe bisogno del suo intuito infallibile, ma per la prima volta nella sua carriera, è distratto da qualcosa, o meglio da qualcuno: Lou, la responsabile dell’ufficio stampa di Almansi, capelli biondi e occhi azzurri come due squarci feroci di cielo. Bacci Pagano rimane invischiato in una relazione fatta di tira e molla, di passione e di fughe improvvise. Quando l’indagine porta a galla una verità che viene dal passato, il detective deve fare i conti con una terribile notte di trent’anni prima. Una notte che lui e Cesare volevano dimenticare.

UN CONTO APERTO CON LA MORTE. GARZANTI 2014.

Per il famoso scrittore di libri gialli Gian Claudio Vasco, il nuovo romanzo si rivela un’impresa quasi impossibile. Perché questa volta non c’è finzione, deve scrivere di un’indagine vera. Anzi, di una vita intera passata a seguire tracce, a stanare gli assassini, a cercare il colpevole. La vita di Bacci Pagano. L’investigatore dei carruggi ha un conto aperto con la morte. L’ultima indagine l’ha messo in pericolo al punto che ora è costretto a casa in una convalescenza forzata e complicata. Ma i suoi amici, il senatore Almansi e l’avvocato Gina Aliprandi, non si sono dimenticati di lui e hanno pensato fosse arrivato il momento di rendere onore a un’esistenza passata a cercare la verità a ogni costo. E Vasco è l’uomo giusto per raccontarla. Eppure il giallista deve faticare non poco per convincerlo. Bacci Pagano non ha nessuna intenzione di finire in un libro. Fino a quando il suo intuito infallibile non gli dice di fidarsi di quello scrittore che fa poche domande e con cui ha sùbito un’intesa inaspettata. I due scavano nel passato di Bacci Pagano, tra rimpianti, errori di gioventù e donne a cui ha spezzato il cuore. E piano piano arrivano a ricostruire quel fatidico giorno in cui qualcuno ha tentato di uccidere Bacci, per toglierlo di mezzo. Forse perché aveva scoperto troppo. Forse perché non si può far tremare le sedi del potere. Forse perché ci sono interessi più importanti delle persone. Bacci Pagano deve sapere. E se non può indagare di persona, in Vasco ha trovato un valido alleato. Un alleato che a sue spese scopre che il male esiste davvero, che gli incubi peggiori a volte si avverano. Lo scrittore entra nella sua stessa opera. Un giallo che toglie il respiro. Un giallo di cui non si sa il finale. Nessuno lo conosce. Nemmeno Bacci Pagano, che ora più che mai sta giocando con la sua stessa vita.

FRAGILI VERITÀ, GARZANTI 2016. (FINALISTA PREMIO SCERBANENCO 2016)

È l’estate del 2015, la più torrida degli ultimi centocinquant’anni. Il sole e l’aria refrigerata dei condizionatori invadono le stanze affrescate della bella villa di Albaro, il più elegante quartiere di Genova. Ogni particolare in questa casa esprime una vita fatta di ricchezza, appagamento, serenità. Tutto tranne gli occhi dei due genitori che, disperati e smarriti, fissano Bacci Pagano. Il loro figlio Giovanni, sedici anni, è scomparso ormai da giorni. Un ragazzo difficile, Giovanni, cresciuto nelle favelas di Santiago di Cali, una delle città più povere e violente della Colombia. Il suo è un passato fatto di degrado, droga, criminalità: un terribile modo di essere bambini che, attraverso l’adozione, i genitori hanno cercato di cancellare. Senza riuscirci. Ora Giovanni sembra vittima di un destino che torna a riaffiorare brutalmente e ne condiziona le scelte, imprigionandolo. A Bacci Pagano tocca un compito fin troppo semplice, ritrovare il ragazzo: il lavoro ideale per rimettersi in pista dopo la pericolosa indagine sul passato dell’amico Cesare Almansi, che gli è quasi costata la vita. E il compito è presto portato a termine. Ma quando l’incolumità di Giovanni sembra messa a repentaglio da un pericoloso traffico internazionale di droga, forse legato alla causa delle FARC, le Forze armate rivoluzionarie colombiane, Bacci sente crescere dentro di sé un senso di responsabilità nei confronti del ragazzo.

UNO SPORCO LAVORO. GARZANTI 2018.

Basta una parola, a Bacci Pagano, per riconoscere Maria, anche se non la vede da trent’anni. Basta un attimo per essere catapultato ai tempi della sua prima indagine, a metà degli anni Ottanta. Dopo un lustro passato in prigione a scontare una pena ingiusta e cinque anni in giro per il mondo, Bacci ha deciso di mettere a frutto il proprio intuito infallibile lavorando come investigatore privato. Ironia della sorte, il primo caso lo trova a pochi chilometri da casa, in una splendida villa della Riviera di Levante. Deve proteggere la famiglia dell’ingegner Silvano Rissi, un manager dell’industria di stato.
L’atmosfera è tutt’altro che serena: i rapporti tra Rissi e l’affascinante moglie Adriana sono tesi e, nella rada prospiciente la spiaggia privata della residenza, si staglia la sagoma di una lussuosa quanto misteriosa imbarcazione. Al fiuto di Bacci non sfugge che c’è qualcosa di strano, anche se è distratto dal profumo inebriante della bella e giovane Maria, la baby-sitter del piccolo Daniele Rissi. Non ha prove, ma sente che dietro quel semplice incarico da guardaspalle c’è dell’altro. E quando subisce l’aggressione di un uomo armato e le attività a bordo del misterioso yacht si fanno sempre più frenetiche, Bacci ha la conferma che non può più fidarsi di nessuno. È il momento di affrontare Rissi a viso aperto e cercare di carpire il mistero che si nasconde dietro gli occhi, fieri ma sempre velati di tristezza, di Adriana. Quella che sembrava un’impresa facile e senza rischi, un primo incarico prestigioso e ben remunerato, trascina Bacci fra i loschi traffici di un’Italia che, dietro le luci sfavillanti del benessere economico, svela al mondo il suo animo corrotto e criminale.
Per diventare il personaggio che tutti i lettori
amano ne ha fatta di strada, Bacci Pagano. E ora Bruno Morchio ci regala il racconto della prima indagine dell’investigatore dei carruggi. Perché tutti abbiamo un passato, ma non per tutti è avvolto nel mistero e fitto di intrecci da risolvere e donne da salvare.

LE SIGARETTE DEL MANAGER. GARZANTI 2019.

Un ingegnere che non è ingegnere, un manager che non è manager: chi è in realtà Oreste Mari, l’uomo sulle cui tracce si muove Bacci Pagano, inseguendo un vago odore di fumo e spinto da un’ossessione che lo induce a indagare senza la garanzia d’essere pagato?
In una primavera piovosa, otto mesi dopo il crollo del ponte Morandi, il detective dei carruggi ripercorre avanti e indietro la valle del Polcevera e ne osserva le ferite, la bellezza e i gusci fossili d’un illustre passato che non c’è più. Nelle strade di quella periferia irriconoscibile sembra cercare il senso di quanto è accaduto negli ultimi trent’anni e l’uomo che sta cercando potrebbe forse fornire qualche risposta alle domande che lo assillano: Oreste Mari è nato in una famiglia operaia, ha rinnegato le sue origini facendo proprio il mito dei soldi facili degli anni Ottanta e ha finito per mettere la propria genialità al servizio della speculazione finanziaria e della criminalità. Distruttore e saccheggiatore di destini, lo definisce Bacci, che però intravvede il legame profondo che lo lega alla valle e alla sua gente, una sorta di anticorpo che potrebbe forse salvargli l’anima. E mentre si dibatte nel dilemma se associare o meno all’agenzia investigativa il fidanzato della figlia Aglaja, Bacci troverà nel luogo più disastrato della valle, la diga del quartiere Diamante, un nuovo amore di nome Giulia, maestra elementare che ha l’aspetto e i modi d’una guerrigliera coraggiosa.
Con Le sigarette del manager Bruno Morchio dà voce a uno dei luoghi più tormentati della sua terra, a una generazione ferita ma orgogliosa, che non si rassegna a guardare indietro e non si abbandona alla nostalgia, convinta che della scomparsa del passato ci si può consolare, ma dalla sparizione del futuro non ci si riprende più.

VOCI NEL SILENZIO. GARZANTI 2020.

Nell’aprile del 2020, nel pieno della quarantena decretata dal governo per Covid-19, Bacci Pagano riceve una telefonata che lo farà ripiombare negli anni più bui della sua esistenza: quelli trascorsi in carcere a seguito di un’ingiusta condanna per terrorismo. A cercarlo è la figlia di un ex-brigatista, Beppe Bortoli, che l’investigatore genovese aveva scagionato vent’anni prima da un’accusa di omicidio. La ragazza gli fa pervenire in busta chiusa una lettera del padre, appena deceduto a causa della pandemia, il cui contenuto è sconosciuto anche a lei stessa.
Il romanzo racconta l’incarico svolto da Pagano nel 1998 per discolpare Bortoli e la nuova, improbabile indagine, condotta senza uscire di casa (o quasi), usando il telefono e qualche sorprendente videochiamata via Skype. Ad aiutarlo con informazioni e consigli, nel silenzio agghiacciante delle strade svuotate dal coprifuoco sanitario, le voci amiche del vicequestore in pensione Totò Pertusiello, dell’ex guardia penitenziaria Virgilio Loi e della sua nuova fiamma, la maestra elementare Giulia Corsini. Ma un silenzio ancora più inquietante lo attende, quello esalato da una memoria frammentata e confusa, popolata dagli spettri del passato, che lo porterà a dirsi: “Questa non è un’indagine, (…), è una riesumazione. E per arrivare alla verità ci vorrebbe non un investigatore privato, ma un esperto in sedute spiritiche, un medium capace di far parlare i defunti”.
Le losche macchinazioni di un presunto rivoluzionario che a Bacci è sempre sembrato un baro, “un uomo mediocre”, l’epifania d’una breve storia d’amore consumata in una piantagione di Cuba, le ferite d’un passato a cui neanche l’oblio può recare sollievo, porteranno l’investigatore a misurarsi con un tragico dilemma: raccontare quello che ha scoperto, e liberarsene, o reggere fino in fondo l’insostenibile peso della verità?

NEL TEMPO SBAGLIATO. GARZANTI 2021.

Nell’aprile del 2020, nel pieno della quarantena decretata dal governo per Covid-19, Bacci Pagano riceve una telefonata che lo farà ripiombare negli anni più bui della sua esistenza: quelli trascorsi in carcere a seguito di un’ingiusta condanna per terrorismo. A cercarlo è la figlia di un ex-brigatista, Beppe Bortoli, che l’investigatore genovese aveva scagionato vent’anni prima da un’accusa di omicidio. La ragazza gli fa pervenire in busta chiusa una lettera del padre, appena deceduto a causa della pandemia, il cui contenuto è sconosciuto anche a lei stessa.
Il romanzo racconta l’incarico svolto da Pagano nel 1998 per discolpare Bortoli e la nuova, improbabile indagine, condotta senza uscire di casa (o quasi), usando il telefono e qualche sorprendente videochiamata via Skype. Ad aiutarlo con informazioni e consigli, nel silenzio agghiacciante delle strade svuotate dal coprifuoco sanitario, le voci amiche del vicequestore in pensione Totò Pertusiello, dell’ex guardia penitenziaria Virgilio Loi e della sua nuova fiamma, la maestra elementare Giulia Corsini. Ma un silenzio ancora più inquietante lo attende, quello esalato da una memoria frammentata e confusa, popolata dagli spettri del passato, che lo porterà a dirsi: “Questa non è un’indagine, (…), è una riesumazione. E per arrivare alla verità ci vorrebbe non un investigatore privato, ma un esperto in sedute spiritiche, un medium capace di far parlare i defunti”.
Le losche macchinazioni di un presunto rivoluzionario che a Bacci è sempre sembrato un baro, “un uomo mediocre”, l’epifania d’una breve storia d’amore consumata in una piantagione di Cuba, le ferite d’un passato a cui neanche l’oblio può recare sollievo, porteranno l’investigatore a misurarsi con un tragico dilemma: raccontare quello che ha scoperto, e liberarsene, o reggere fino in fondo l’insostenibile peso della verità?

MACCAIA (GRAPHIC NOVEL). CAPRICORNO 2024.

Genova è una città che ha due facce, a seconda che il vento tira dai monti o dal mare. Quello che soffia dal mare, gonfio di sale e di umidità, è lo scirocco, e si esaurisce in un’aria immobile. “Quell’aria sospesa, dove tutto può accadere e niente mai accade. Noi genovesi la chiamiamo maccaia”.
Uno dei più grandi successi di Bruno Morchio, torna in una inedita quanto entusiasmante versione: la graphic novel. 
Bacci Pagano, l’amato investigatore dei caruggi, ha finalmente un volto. E non è poi così male…

Marco D’Aponte. Torinese, diplomato all’Accademia Albertina, pittore e illustratore, ha esordito negli anni Ottanta sulla rivista Orient Express diretta da Luigi Bernardi. Ha realizzato numerosi graphic novel da celebri romanzi, come Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi e La luna e i falò di Cesare Pavese. Con le edizioni del Capricorno ha pubblicato Storia di Torino a fumetti, Il Grande Torino a fumetti e Il magnifico 7. Vive tra Torino e Sestri Levante.

ALTRI ROMANZI

IL PROFUMO DELLE BUGIE
La famiglia D’Aste è una delle più in vista della città: una ricchezza antica e continuamente accresciuta grazie all’attività immobiliare e a solide relazioni con i “poteri forti” della città, a cominciare dai politici. Su tutti, nell’ampia villa dove risiedono i D’Aste, domina il vecchio patriarca, il nonno Edoardo. Visti i pessimi rapporti con i figli, ha deciso di puntare tutto sul venticinquenne nipote Francesco: sarà il volto nuovo della famiglia, a cui viene affidato il risanamento di un vecchio quartiere. 
IL TESTAMENTO DEL GRECO
Il Greco aveva un’ossessione: proteggere dalla verità le persone che amava. È per questo che nel ’92, dopo l’incidente d’auto in cui morì sua moglie, portò suo figlio lontano da Genova, in un casale isolato dal mondo, e gli insegnò a vivere come un lupo solitario, senza paura né padroni. Oggi Alessandro Kostas è un gigante di trentasei anni e, da quando ha perduto anche il padre, si sente intrappolato in un’esistenza randagia. Poi arriva il giorno in cui viene aperto il testamento del Greco
UN PIEDE IN DUE SCARPE, RIZZOLI 2017 (MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA PREMIO SCERBANENCO 2017)

Giallo leggero e ironico, ambientato nella Genova del 1992, che ha per protagonisti uno psicologo quasi quarantenne, il dottor Paolo Luzi, e un commissario altoatesino di nome Ingravallo, come il celebre don Ciccio del Pasticciaccio di Gadda. I riferimenti al romanzo gaddiano sono molteplici, a cominciare da un uso disinvolto dei registri linguistici (alto e comico, con ricorso al dialetto romanesco), dal frequente ricorso alla metafora del “garbuglio o gliommero” e dalla presenza di personaggi bizzarri, come la giovane imputata dai capelli rossi, il padre di Luzi, idraulico in pensione, e un’eccentrica aristocratica, la marchesa Federica Brignole Sale.

DOVE CROLLANO I SOGNI, RIZZOLI 2020 (VINCITORE DEL PREMIO INTERNAZIONALE "CASINÒ DI SANREMO 1905-ANTONIO SEMERIA" E FINALISTA PREMIO SCERBANENCO 2020)

Dalla periferia della Certosa il mare non si vede. Lì la gente tira a campare tra i capannoni dismessi della vecchia Genova operaia che ora non c’è più, all’ombra del grande ponte autostradale su cui s’infrange ogni occasione di riscatto. A Certosa non c’è nessun posto al sole per la diciassettenne Blondi che abita in un buco d’appartamento insieme alla madre, single trasandata che quando non lavora come infermiera in un ospizio, trascorre le serate a bere. L’esistenza della ragazza è tutta lì, inchiodata all’asfalto, tra le panchine dei giardinetti e il bar di Carmine, ritrovo degli ultras della Sampdoria, a bere e fumare con improbabili amici. Blondi ha una storia con il bello e inconcludente Cris, che sogna di comprarsi una moto e intanto passa da una canna a un “tirello” di ero. Lei, di sogni, ne ha altri. Vuole fuggire in Costa Rica per ricominciare. Servono i soldi, però. E l’occasione giusta. Gli scrupoli, invece, si dimenticano in fretta quando si è disposti a tutto – ma proprio a tutto – pur di scappare.
Bruno Morchio riporta il noir nei sobborghi del Nord Italia, nelle strade dannate di quel Sud del Nord di cui Genova è la capitale. Con una lingua cruda e nuda stila la confessione in prima persona di un’umanità senza innocenza e senza speranza, per la quale nessun assalto al cielo è più possibile, e il vivere è come terra che trema, e frana, sotto i piedi.

RACCONTI

TUTTI I MIEI RACCONTI

Per seguire la Resistenza. Racconti ribelli per Tagliolo, a cura di Marco Gaglione e Grazia Poggio, Neos Edizioni Torino 2023.

A cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, Gli uccelli di Pechino, in Accadde a Pechino, Beijing, Culture and Art Publishing House, 2010

Bacci Pagano cerca giustizia, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2011

A cura di Katharina Schmidt, Quel che resta…, in Nel cuore della notte, Roma, Del Vecchio Editore, 2011

Il gatto e la volpe, Il Secolo XIX, 17/02/2012

A cura di Cristina Marra, Il gatto nero, in Animali noir, Cosenza, Falco Editore, 2013

Odissea blues, l’ultimo viaggio di Ulisse, ne I semi del male, Rizzoli, 2014

Il Tirabusciòn, Il Secolo XIX, 15/08/2015

A cura di Marcello Fois, Il postino suona sempre due volte, in Undici per la Liguria, Torino, Einaudi, 2015

A cura di Cristina Marra, Per togliersi il vizio, in Meglio non morire d’estate, Roma, Giulio Perrone Editore, 2016

A cura di Piera Carlomagno, Bacci Pagano alla sfilata delle sette bellezze, in I delitti della città vuota, Roma, Atmosphere Libri, 2016

Due guide d’eccezione, Mentelocale, 31/07/2017

A cura di Armando d’Amaro, Una visita a sorpresa, in Una finestra sul noir. In memoria di Marco Frilli, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2017

Ai bagni Elsa, Il Secolo XIX, 22/07/2017

A cura del Touring Club Italiano, L’amica vera, in Attraverso l’Italia. Oltre i luoghi comuni, il bello del nostro paese, Milano, Touring Editore, 2017

Vendetta, tremenda vendetta, La Città, aprile 2018

La finestra sul golfo, in Le Guide di Repubblica, Roma, Gruppo Gedi, 2018

Una storia italiana, Il Secolo XIX, 31/08/2018

Attraverso l’Italia, Touring Club Italiano, 2018

A cura di Arci Genova, Negazione, per Il Giorno della Memoria, Facoltà di Scienze Politiche, 27/01/2019

La linea dell’orizzonte, in Le Guide di Repubblica, Roma, Gruppo Gedi, 2019

L’ostaggio, Il Secolo XIX, 17/05/2020

A cura di Marino Magliani e Barbara Panelli, Sogno di una notte di mezzo inverno, in La Liguria sorride, Sanremo, Lo Studiolo Edizioni, 2020

Edipo e il morbo, Il Secolo XIX, 31/12/2020

A cura di Marco Candida, Polvere rossa, in Polvere, Pesaro, Edizioni AiMagazineBooks, 2021

A cura di Eugenio Ripepi, La bellezza è il tuo destino, in Giallo Arma di Taggia. Taggia’s Weapon, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2021

Commiato, in Pentàgora©conta, Savona, Pentàgora Edizioni, 2021

Rastrellamento, in Per seguire la Resistenza. Racconti ribelli per Tagliolo, a cura di Marco Gaglione e Grazia Poggio, Neos Edizioni Torino 2023

La quinta fila, Il Secolo XIX, 24/08/2023